Come cambia la vita di coppia con l’arrivo dei figli

C’è poco da fare, i figli, comportano molti cambiamenti nella vita di coppia: ruoli, responsabilità, tempi, spazi personali e routine si modificano;  persino gli odori cambiano!… la casa, improvvisamente, profuma di bebè ed è “invasa” da sue cose.

Alcuni di voi diranno: “E’ normale che cambi la vita, cosa si aspettano certi genitori?” E in parte è vero, non possiamo pensare che uno o più figli non comportino importanti modifiche nella vita personale e di coppia.

Attenzione però a non giudicare con troppa facilità perché non siamo tutti uguali. Ogni persona infatti, sperimenta sensazioni e vissuti personali e un figlio si inserisce all’interno di “quei vissuti” che vanno sempre accolti e rispettati!

La vita di coppia dopo la nascita di un figlio cambia notevolmente, a volte in meglio, altre un po’ meno…

Come cambia la vita con un figlio

Il passaggio da due a tre comporta sempre, in maniera più o meno evidente, la modifica degli equilibri esistenti nella coppia che, anche se apparentemente si modificano “con gioia” per la nascita del bimbo, comportano comunque, da parte dei partner, uno sforzo emotivo per “ritrovare” insieme un nuovo equilibrio di coppia nella genitorialità.

Non dimentichiamoci che quando nasce un bimbo nascono anche una mamma e un papà. Siamo quindi tre neofiti che sperimentiamo emozioni nuove, talvolta contrastanti, che dobbiamo imparare a conoscere ed accogliere.

E se la coppia va in crisi? Niente paura! Se affrontata nel modo opportuno può diventare una risorsa!

Lo stato emotivo dei neo genitori, i cambiamenti improvvisi, la stanchezza e la difficoltà di comunicare portano molti partner ad attraversare momenti di crisi non sempre facili da affrontare.

Spesso, però, si parla di crisi pensando che sia una cosa negativa, da scongiurare, in realtà la parola “crisi” letteralmente significa:  “cambiamento rapido, improvviso, con effetti più o meno gravi e duraturi” e un figlio comporta un cambiamento improvviso fra i partner, uno scossone emotivo e relazionale.

Ciò che deve preoccupare non è però la crisi in sé, ma il perdurare della crisi. 

Molte coppie, infatti, risolvono in modo piuttosto semplice le conseguenze della crisi (cambiamento), parlando, confrontandosi e mantenendo spazi affettivi di coppia, altre invece, per farlo, devono percorrere strade più impegnative e talvolta dolorose.

Ma proviamo a capire meglio perché spesso le coppie si allontanano…

Ci si allontana innanzitutto perché il focus attentivo si è spostato sul bimbo, sui suoi bisogni e sul nostro bisogno di “fare bene”, di non sbagliare, lasciando poco spazio o a volte azzerando completamente lo  sguardo su noi stessi, sul partner e sui reciproci bisogni di vicinanza e affetto.

Questo è il nodo cruciale. Ci si “perde” sia a livello individuale che di coppia.

Ammettere questo non vuol dire dare colpe al bambino, ovviamente, ma riconoscere che improvvisamente i partner si trovano a dover gestire nuove emozioni e la presenza di una terza persona fra loro.

Il senso di “perdita” , dunque, è legato agli equilibri personali e relazionali. Si sperimentano emozioni così forti da avere la sensazione di dover rivedere tutte le priorità che fino alla nascita del bimbo si credevano “legge” (pensiamo alle ambizioni lavorative, le amicizie, il rapporto col partner, la sessualità e il modo in cui si affrontano gli eventi della vita).

Ciò che diventa prioritario, a mio avviso, è iniziare a parlare delle proprie difficoltà come persone, come genitori, come partner. Perché conciliare tutto non è semplice, ma a volte, il problema più grande è che fatichiamo ad ammettere di aver bisogno di un aiuto, di un momento di confronto per cercare di uscire da quell’unico punto di vista o da quella situazione che ci stanno impedendo di essere davvero felici.

Modificare gli equilibri raggiunti dalla coppia significa imparare a pensarsi e vedersi coppia nella genitorialità, riconoscendo i bisogni affettivi del bambino senza trascurare i propri e quelli del partner.

Cosa non dobbiamo dimenticare:

– Che abbiamo affrontato un grande cambiamento e i cambiamenti non sono sempre facili da affrontare!

– Che prima di essere genitori eravamo e siamo una coppia

– Che dobbiamo chiedere aiuto se ci sentiamo stanchi e/o in difficoltà

– Che non ci sono più stanchi e meno stanchi (non è una gara!…siete stanchi entrambi)

– Che  è inutile irrigidirsi sui “dovresti” e sui “vorrei” ( Impariamo a chiedere e a condividere con il nostro partner).

– Che avete bisogno di stare insieme da soli per potervi “ritrovare” (trascurare intimità e sessualità è un grave errore che si paga nel tempo!)

– Che il vostro bimbo vuole due genitori felici e sorridenti (quindi attenti anche ai propri bisogni e non solo ai suoi)

– Che anche se non avete voglia di uscire perché siete stanchi vedere degli amici e non parlare di bebè vi farà bene

L’esperienza della genitorialità è spesso “solo vissuta” dai partner e poco “raccontata”. La coppia diventa subito “operativa” per il bambino e difficilmente trova il tempo di fermarsi per condividere emozioni e stati d’animo.

La gravidanza prima e l’arrivo del bimbo poi sono momenti “magici” per una coppia, ma anche carichi di tensione, dubbi, preoccupazioni e incertezze.
Nel corso della loro storia e durante i nove mesi, i partner si costruiscono idee, fantasie e aspettative su se stessi, il partner e la relazione, che talvolta, possono essere disattese.

Ci si aspettava più vicinanza e comprensione, si pensava che nulla sarebbe cambiato e che anzi, un figlio, avrebbe solo rafforzato un legame già forte, ma non è sempre così!

La realtà è che ci si deve confrontare con emozioni spesso contrastanti: la gioia dell’attesa del proprio bimbo da una parte, ma anche la preoccupazione per la tenuta della propria relazione e per l’acquisizione di nuovi ruoli dall’altra.
Ci si può sentire delusi dal proprio partner e soli, proprio in un momento speciale come l’attesa e la nascita del proprio figlio. Ciò può capitare, perché è un cambiamento “forte” per tutti!

Si parla spesso di crisi pensando che sia una cosa brutta, negativa, da scongiurare, ma in realtà la parola “crisi” letteralmente significa:  “cambiamento rapido, improvviso con effetti piu’ o meno gravi e duraturi”e un figlio comporta un cambiamento improvviso fra i partner, uno scossone emotivo e relazionale.

Ciò che deve preoccupare non è la crisi in sé, ma il perdurare della crisi.
Molte coppie, infatti, risolvono in modo piuttosto semplice le conseguenze della crisi, parlando, confrontandosi e mantenendo spazi affettivi di coppia, altre invece, per farlo, devono percorrere strade più impegnative e talvolta molto dolorose.

Se vi ritrovate nella situazione descritta, non dimenticatevi, innanzitutto, che prima di essere genitori, siete «compagni» ed è proprio grazie a questo che nascerà il vostro bambino. NON PERDETEVI DI VISTA!

Investire sulla propria coppia è investire sulla serenità del proprio figlio.

In fin dei conti i 9 mesi di gravidanza, non sono utili solo al bambino per crescere, ma anche ai futuri genitori per crescere insieme a lui, individualmente e come coppia; è importante che i partner si confrontino, raccontando e condividendo i propri sogni o propositi, ma anche le proprie paure, dubbi, incertezze.
Dall’arrivo del bambino in poi, gli equilibri cambiano e il passaggio da due a tre comporta inevitabilmente la modificazione di equilibri precedenti, che anche se apparentemente si modificano “con gioia” necessitano comunque di essere rivisti per garantire alla coppia la serenità di cui necessità.

Parola d’ordine? COMUNICARE

Articolo pubblicato su Parmakids Come cambia la vita di coppia dopo la nascita di un figlio

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